Nessun beneficio dall’aggiunta di cetuximab alla chemoradioterapia nel cancro del polmone

29/10/2013 - L’aggiungere cetuximab alla chemoradioterapia non produce alcun beneficio clinico per i pazienti con un carcinoma del polmone non a piccole cellule di stadio III, non resecabile, ma, anzi, causa una maggiore tossicità: questo il negativo risultato cui è giunto lo studio RTOG 0617, presentato alla quindicesima World Conference on Lung Cancer, tenutasi alla fine di ottobre a Sidney. Questo non è l’unico dato sconfortante emerso dallo studio: risultati precedenti avevano evidenziato come una dose più elevata di radiazioni (74 Gy) non fosse più efficace della dose standard di 60 Gy.

I dati relativi alla radiazione più elevata erano stati presentati all’inizio di quest’anno al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology ed erano stati giudicati davvero sorprendenti. Con l’aumento della radiazione si erano evidenziati, infatti, un peggior controllo locale della malattia e l’insorgenza di una maggiore tossicità.

A quest’insuccesso si è aggiunto ora il dato del fallimento di cetuximab, nonostante l’impiego del farmaco fosse supportato da studi preclinici che lasciavano prevedere un miglioramento della risposta alla radiazione.

Gregory Masters, oncologo all’Helen Graham Cancer Center di Newark, ha sottolineato come vi fosse una grande aspettativa sul possibile successo dell’impiego di cetuximab, anche alla luce dei promettenti dati emersi dal precedente studio RTOG 0324, che aveva evidenziato l’efficacia del farmaco in associazione alla chemoradiazione (1).

I risultati del trial RTOG 0617 si sono rivelati, però, completamente opposti: non solo cetuximab non ha prodotto alcun effetto significativo sulla sopravvivenza complessiva o su quella libera da progressione, ma ha anche incrementato il tasso complessivo di eventi avversi.

L’analisi è stata condotta su 465 pazienti, con un follow up medio di 18,7 mesi. Cetuximab è stato somministrato con una dose di carico di 400 mg/m², seguita da dosi settimanali di 50 mg/m², in aggiunta a un trattamento chemioterapico a base di carboplatino e docetaxel, assunti in concomitanza con la radioterapia.

La sopravvivenza complessiva media dei pazienti trattati con cetuximab più chemoradiazione è risultata pari a 23,1 mesi, mentre di 23,5 mesi è stata quella dei pazienti che non avevano assunto il farmaco in studio. I tassi di sopravvivenza complessiva a 18 mesi sono risultati rispettivamente pari al 60,8% e al 60,2% (p = 0,484; HR: 0,99). La sopravvivenza libera da progressione media è stata di 10,4 mesi con cetuximab e di 10,7 mesi senza.

In generale, l’85,2% dei pazienti trattati con il farmaco in studio ha accusato eventi avversi, mentre la percentuale è scesa al 69,5% nel gruppo controllo (p<0,0001). Eventi avversi di natura non ematologica sono stati riscontrati rispettivamente nel 70,5% e nel 50,7% dei pazienti (p<0,0001).

Bibliografia

1) Blumenschein GR Jr. Phase II study of cetuximab in combination with chemoradiation in patients with stage IIIA/B non-small-cell lung cancer: RTOG 0324. J Clin Oncol 2011; 29 (17): 2312-8.

Bradley J, Masters GA, et al. An intergroup randomized phase III comparison of standard-dose (60 Gy) versus high-dose (74 Gy) chemoradiotherapy (CRT) +/- cetuximab (cetux) for stage III non-small cell lung cancer (NSCLC): Results on cetux from RTOG 0617.

15th World Conference on Lung Cancer (WCLC): Abstract PL03.05. Presentato il 29/10/2013.

http://www.2013worldlungcancer.org/

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