Carcinoma prostatico avanzato: enzalutamide incrementa la sopravvivenza

22/10/2013 - Lo studio di fase III PREVAIL, in cui l’efficacia di enzalutamide è stata valutata in pazienti affetti da carcinoma prostatico in stadio avanzato e naïve alla chemioterapia, è stato precocemente interrotto per aver raggiunto i due prestabiliti endpoint co-primari di sopravvivenza complessiva (OS) e di sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS). La notizia è stata diffusa in un comunicato stampa delle aziende produttrici Medivation Inc. e Astellas Pharma.

La decisione di interrompere lo studio è stata presa da un Comitato indipendente di monitoraggio dei dati, a seguito dei positivi risultati emersi da un’analisi ad interim già pianificata: questo ha consentito, inoltre, la somministrazione di enzalutamide anche ai partecipanti del gruppo placebo.

Lo studio PREVAIL ha visto la partecipazione di 1715 uomini, affetti da un carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), andati in progressione dopo una terapia di deprivazione androgenica, ma non ancora sottoposti a trattamenti chemioterapici. I pazienti sono stati randomizzati all’assunzione di un placebo o di una dose quotidiana di 160 mg di enzalutamide per via orale. La selezione dei pazienti si è conclusa nel maggio 2012 e si è stabilito di effettuare l’analisi ad interim dopo 516 decessi.

Rispetto al braccio placebo, per i pazienti trattati con enzalutamide l’analisi ha evidenziato una significativa riduzione del 30% del rischio di morte (HR = 0,70; 95%CI: 0,59-0,83; p = 0,0001).

Alla data del cutoff dei dati, nel braccio enzalutamide era ancora in vita il 72% dei pazienti, rispetto al 65% del gruppo placebo. Sulla base di una stima puntuale calcolata, l’OS media per enzalutamide è risultata pari a 32,4 mesi, rispetto ai 30,2 mesi del braccio placebo.

L’efficacia di enzalutamide è stata confermata anche in termini di PFS radiografica. Il farmaco ha determinato, infatti, una riduzione dell’81% del rischio di progressione radiografica, rispetto al placebo (HR = 0,19; 95% CI: 0,15-0,23; p < 0,0001). Nel braccio placebo la rPFS media è risultata pari a 3,9 mesi (95% CI: 3,7-5,4), mentre questo dato non è ancora stato raggiunto nel gruppo trattato con il farmaco in studio (95% CI: 13,8 mesi-limite superiore non raggiunto).

Due pazienti hanno accusato delle crisi epilettiche: in seguito a questi eventi le aziende produttrici si sono impegnate a presentare un’ulteriore analisi del profilo di sicurezza del farmaco, insieme ad altri dati dello studio, in un prossimo congresso. Attualmente la scheda tecnica di enzalutamide riporta l’avvertenza che lo 0,9% dei pazienti trattati con il farmaco ha manifestato crisi epilettiche durante lo svolgimento del trial AFFIRM, studio su cui si è basata l’approvazione da parte della FDA. Questo evento avverso non si è manifestato in nessuno degli appartenenti al gruppo placebo.

Sulla base dei risultati ottenuti le aziende produttrici intendono chiedere un ampliamento delle indicazioni del farmaco, che attualmente viene somministrato a pazienti con mCRPC già sottoposti a un trattamento con docetaxel.

Al momento enzalutamide viene sperimentata anche in combinazione con abiraterone acetato per il carcinoma prostatico, e come monoterapia nel carcinoma mammario triplo negativo.

 

Il comunicato Astellas è consultabile all’indirizzo: http://www.astellas.com/en/corporate/news/detail/post.html

TORNA ALL'ELENCO