FDA: nuovi boxed warning per rituximab e ofatumumab

25/09/2013 - La Food and Drug Administration ha annunciato l’inserimento di un’avvertenza speciale (boxed warning) nei fogli illustrativi di rituximab (Rituxan) ed ofatumumab (Arzerra), relativa al possibile rischio di riattivazione del virus dell’epatite B (HBV), correlata all’immunosoppressione.

Le schede informative di entrambi gli agenti contenevano già delle raccomandazioni riguardanti la possibilità di una riattivazione del virus, ma la FDA ha ritenuto opportuno integrare con nuove informazioni il boxed warning di rituximab e inserirne uno nuovo per ofatumumab.

Nello specifico, si raccomanda agli operatori sanitari di sottoporre a screening tutti i pazienti prima di iniziare una terapia con questi due farmaci, misurando l’antigene di superficie dell'epatite B (HBsAg) e gli anticorpi dell’antigene core dell'epatite B (anti-HBc). Le nuove avvertenze, inoltre, esortano i medici a consultarsi con epatologi per avere utili consigli sul monitoraggio dei pazienti risultati positivi allo screening. Il monitoraggio dovrebbe essere prolungato anche per diversi mesi dopo l’inizio della terapia con rituximab od ofatumumab, perché la riattivazione del virus può insorgere anche dopo la fine del trattamento. In caso di riattivazione, la somministrazione della terapia deve essere sospesa, per iniziare il trattamento contro l’epatite B.

I due agenti sono anticorpi monoclonali anti CD20 e vengono utilizzati nel trattamento della leucemia linfatica cronica. Rituximab, inoltre, è indicato anche nei casi di linfoma non-Hodgkin, artrite reumatoide e vasculite.

La riattivazione dell’HBV può verificarsi in soggetti che hanno precedentemente contratto l’infezione, anche se questa è clinicamente risolta, se il virus rimane latente nel tessuto epatico e il soggetto, in un secondo tempo, diventa immunodepresso. In seguito alla riattivazione può insorgere un’insufficienza epatica di gravità tale da provocare il decesso del paziente.

Nel database dell’Adverse Event Reporting System dell’ente regolatorio statunitense sono stati individuati più di 100 possibili casi di danno epatico fatale, HBV-correlato, associato all’utilizzo di questi farmaci.

Dei 109 casi registrati (106 con rituximab e 3 con ofatumumab), 32 riportavano sufficienti informazioni per essere ritenuti correlati a una riattivazione del virus dell’epatite B. Per 22 di questi la diagnosi si era basata sulla sieroconversione ad HBsAg e per 5 si è evidenziata anche una positività agli anticorpi anti-HBs. Per la maggior parte i pazienti erano di sesso maschile, con un’età media di 62 anni.

Il tempo di riattivazione, in rapporto all’esposizione agli anticorpi monoclonali, variava da 63 giorni dopo l’assunzione della prima dose a un anno dall’ultima dose.

In chiusura le nuove avvertenze raccomandano ai medici di spiegare a tutti i loro pazienti i possibili rischi di gravi infezioni, prima di iniziare la terapia con questi farmaci e di segnalare qualsiasi evento di questo tipo al MedWatch Safety Information and Adverse Event Reporting Program della FDA.

 

Il comunicato FDA è consultabile all’indirizzo:

http://www.fda.gov/Drugs/DrugSafety/ucm366406.htm

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