Risultati positivi in fase II per vaccino sperimentale contro il glioblastoma

17/09/2013 - In uno studio di fase II, l’impiego di un vaccino sperimentale contro il glioblastoma multiforme, denominato Prophage Series G-100 (HSPPC-96), in associazione con l’attuale standard di cura (radiazione e temozolomide), ha prodotto un significativo incremento della sopravvivenza libera da progressione (PFS), rispetto al solo trattamento standard. Per i pazienti sottoposti al vaccino, infatti, si è riscontrato un aumento di quasi 18 mesi della PFS media, corrispondente a un miglioramento del 160% rispetto all’attuale standard di cura. Con radioterapia e temozolomide, infatti, la PFS media è di circa 7 mesi. L’annuncio è stato dato dall’azienda produttrice, la statunitense Agenus, in un proprio comunicato stampa.

Questo vaccino rappresenta una terapia autologa, derivata da cellule tumorali ottenute dal paziente stesso. Conseguentemente, il vaccino contiene una precisa “impronta digitale” antigenica della specifica neoplasia di ogni singolo paziente ed è progettato per riprogrammare il sistema immunitario, in modo da colpire solo le cellule recati quella “impronta digitale”. In questo modo si riduce il rischio che un potente antitumorale possa agire sul tessuto sano e provocare effetti collaterali debilitanti.

L’efficacia del vaccino era già emersa da un’analisi preliminare dello studio, presentata lo scorso maggio nell’ambito del congresso annuale dell’American Association of Neurological Surgeons. Allora l’incremento della PFS prodotto dal vaccino era risultato pari al 146%: oggi la nuova analisi dei dati aggiornati non solo ha confermato questi risultati positivi, ma ne ha evidenziato un ulteriore miglioramento.

Lo studio di fase II ha visto la partecipazione di 46 pazienti affetti da glioblastoma multiforme di nuova diagnosi, selezionati in otto centri statunitensi. I partecipanti sono stati sottoposti alla terapia standard, a base di radiazioni e temozolomide, associata al vaccino HSPPC-96. La PFS media è risultata pari a 17,8 mesi: a 20 mesi il 63% dei pazienti era libero da progressione, mentre a 24 mesi tale dato era sceso al 20%. Si è rilevata una sopravvivenza complessiva media (OS), endpoint primario dello studio, pari a 23,3 mesi, significativamente superiore all’OS associata alla terapia standard di 14,6 mesi. Il tasso di sopravvivenza a un anno è risultato pari all’85%. Attualmente il 50% dei pazienti è ancora in vita ed è seguito dai medici; molti di questi sono vivi a più di 24 mesi dall’inizio della sperimentazione.

A.T. Parsa, autore principale dello studio e professore di neurochirurgia presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, ha dichiarato che, alla luce di questi risultati estremamente incoraggianti, è auspicabile la realizzazione di uno studio di fase III. L’autore ha sottolineato, inoltre, come questo vaccino, per la sua minima tossicità e se somministrato a pazienti adeguatamente selezionati per ottimizzarne l’efficacia, potrebbe rappresentare un significativo progresso terapeutico per i soggetti affetti da glioblastoma di nuova diagnosi.

 

Il comunicato Agenus è consultabile all’indirizzo:

http://www.agenusbio.com/docs/press-releases/2013/positive-phase-2-brain-cancer-vaccine.php

TORNA ALL'ELENCO