La FDA aggiorna le indicazioni di dasatinib per la leucemia mieloide cronica

20/06/2013 - La Food and Drug Administration ha approvato una variazione del foglio illustrativo di dasatinib (Sprycel, Bristol-Myers Squibb e Otsuka America), per aggiornare le informazioni relative all’efficacia e alla sicurezza in due delle indicazioni del farmaco.

L’aggiornamento ha incluso i dati di efficacia e sicurezza a tre anni per i pazienti affetti da leucemia mieloide cronica (CML) di nuova diagnosi, cromosoma Philadelphia-positiva, in fase cronica. Tale indicazione era stata approvata nel 2010 con procedura accelerata, procedura che rende necessari i successivi aggiornamenti del foglio illustrativo. Oltre a questi, sono stati inseriti anche i dati a cinque anni rilevati sui pazienti con CML cromosoma Ph-positiva, in fase cronica, resistenti o intolleranti a imatinib mesilato (Glivec).

I dati a tre anni sono stati ottenuti con lo studio DASISION (Dasatinib vs Imatinib Study in Treatment-Naïve CML Patients), uno studio di fase III, internazionale, randomizzato, in aperto, attualmente ancora in corso per fornire ulteriori dati sugli outcome a lungo termine.

Le percentuali di risposta molecolare (risposta molecolare maggiore, MMR) e i tassi di risposta citogenetica confermata (CCyR) a 12 mesi sono le misure di efficacia adottate in questo studio.

L’endpoint primario della CCyR confermata a 12 mesi, è stato raggiunto da 259 pazienti (77%) trattati con dasatinib e da 260 (66%) trattati con imatinib (p = 0,007).

Dopo 36 mesi di follow-up, un maggior numero di pazienti appartenenti al gruppo dasatinib ha evidenziato una CCyR confermata (83 vs 77% del gruppo imatinib), mentre il tempo medio alla CCyR confermata è risultato di 3,1 mesi per i 214 responder a dasatinib e di 5,8 mesi per i 201 responder a imatinib.

Nell’arco di un anno, i pazienti sottoposti a dasatinib hanno avuto una probabilità più elevata di raggiungere la MMR, rispetto al gruppo imatinib (rispettivamente 52 vs 34%; p <0,001). A tre anni la MMR si è rivelata sempre superiore nel gruppo trattato con dasatinib (69 vs 56%), anche quando si sono valutati i pazienti secondo il rischio Hasford (a basso rischio: 81 vs 64%; a rischio intermedio: 64 vs 56%; ad alto rischio: 61 vs 42%).

A 36 mesi, una percentuale inferiore di pazienti nel gruppo dasatinib ha visto evolvere la propria malattia verso una forma accelerata o blastica (3 vs 5%).

Effusione pleurica (4%), emorragia (2%), insufficienza cardiaca congestizia (1%), ipertensione polmonare (1%) e febbre (1%) hanno rappresentato i più frequenti eventi avversi gravi. Mielosoppressione, eventi di ritenzione idrica (effusione pleurica e edema superficiale localizzato), diarrea, cefalea, dolore muscolo-scheletrico, rash e nausea sono state, invece, le reazioni avverse accusate da almeno il 10% dei pazienti.

Lo studio CA180-034, un trial di fase III in aperto, progettato per l’ottimizzazione del dosaggio, ha fornito, invece, i dati a cinque anni ottenuti su pazienti resistenti o intolleranti ad imatinib.

Al termine del periodo di osservazione il 64% dei pazienti risultava ancora in vita, mentre per un altro 14% non erano noti i dati di sopravvivenza.

Durante il trattamento, per meno del 5% dei pazienti che assumevano dasatinib la malattia si è evoluta in una forma accelerata o blastica, nell’arco dei cinque anni. Endpoint primario dello studio era la risposta citogenetica maggiore nei pazienti intolleranti o resistenti ad imatinib: il 63% dei partecipanti trattati con dasatinib ha raggiunto questo endpoint a due anni.

Gli eventi avversi gravi manifestatisi con maggiore frequenza sono stati effusione pleurica (11%), emorragia gastrointestinale (4%), neutropenia febbrile (4%), dispnea (3%), polmonite (3%), febbre (3%), diarrea (3%), infezioni (2%), insufficienza cardiaca congestizia /disfunzione cardiaca (2%), effusione pericardica (1%) ed emorragie a livello del sistema nervoso centrale (1%).

Mielosoppressione, eventi di ritenzione idrica (effusione pleurica e edema superficiale localizzato), cefalea, diarrea, astenia, dispnea e dolore muscolo-scheletrico hanno rappresentato, invece, le reazioni avverse osservate in almeno il 20% dei pazienti.

Ricordando la natura cronica della CML, gli autori hanno sottolineato come questi dati a lungo termine assumano una particolare importanza per la cura dei pazienti.

 

Il comunicato Bristol-Myers Squibb è consultabile all’indirizzo:

http://news.bms.com/press-release/rd-news/fda-approves-us-product-labeling-update-sprycel-dasatinib-include-three-year-f&t=635079203029933788

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