Approvati dall’FDA due nuovi farmaci per il trattamento del melanoma

14/06/2013 - L’ente regolatorio statunitense ha recentemente approvato due nuovi farmaci, dabrafenib (Tafinlar) e trametinib (Mekinist), per il trattamento del melanoma metastatico o non operabile. Contemporaneamente l’FDA ha concesso l’approvazione anche a un test diagnostico da utilizzare per l’individuazione di specifiche mutazioni del gene BRAF, che rendono le cellule del melanoma sensibili a questi farmaci.

Circa la metà dei pazienti colpiti da questa neoplasia cutanea presentano mutazioni del gene BRAF: dabrafenib agisce inibendo il gene BRAF recante la mutazione V600E, mentre trametinib è un inibitore di MEK efficace nei melanomi che presentano le mutazioni V600E o V600K.

L’approvazione di dabrafenib si è basata sui risultati di uno studio in cui 250 pazienti sono stati randomizzati al trattamento con il nuovo farmaco o con il chemioterapico standard, dacarbazina. Il BRAF-inibitore è riuscito prolungare la sopravvivenza libera da progressione di 2,4 mesi.

Lo studio che ha valutato, invece, l’efficacia di trametinib ha visto la partecipazione di 322 pazienti, sottoposti al trattamento con il nuovo agente o alla chemioterapia standard. Con trametinib la sopravvivenza libera da progressione è risultata incrementata di 3,3 mesi; tuttavia, trametinib non ha prodotto alcun beneficio nei pazienti precedentemente sottoposti a una terapia con altri BRAF-inibitori, incluso dabrafenib.

Nel corso degli stessi studi clinici è stata valutata anche l’attività del test diagnostico, denominato THxID BRAF test, che è stato utilizzato per selezionare i pazienti da destinare ai trial.

Entrambi i farmaci sono responsabili dell’insorgenza di diversi eventi avversi. Con dabrafenib si sono osservate ipercheratosi, cefalea, febbre, artralgia, alopecia, sindrome mano-piede e lesioni cutanee non cancerose. Carcinomi a cellule squamose, febbre ipotensiva, disidratazione, rigor, insufficienza renale e iperglicemia sono stati gli eventi più gravi, che si sono verificati, però, meno frequentemente. L’iperglicemia, in particolare, ha reso necessaria, in alcuni casi, una terapia antidiabetica.

Insufficienza cardiaca, infiammazione polmonare, infezioni cutanee, perdita della vista, insieme a eventi meno gravi, quali rash, diarrea, edema periferico ed eruzioni cutanee simili all’acne, sono stati gli effetti collaterali legati all’uso di trametinib.

Nel suo comunicato l’FDA ha puntualizzato che i due farmaci sono stati approvati separatamente come farmaci indipendenti e non come combinazione. Tuttavia una terapia di combinazione dei due agenti è stata clinicamente testata e sembrerebbe più efficace rispetto al solo dabrafenib.

 

Il comunicato FDA è consultabile all’indirizzo:

http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm354199.htm

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