L’associazione oxaliplatino più radioterapia apporta benefici duraturi nel carcinoma nasofaringeo avanzato

14/06/2013 - Uno studio di fase III pubblicato sulla versione on line della rivista Annals of Oncology ha evidenziato come la somministrazione di oxaliplatino in concomitanza con la radioterapia determini un beneficio duraturo, in termini di sopravvivenza, per i pazienti affetti da carcinoma nasofaringeo avanzato a livello loco-regionale. In base ai dati di questo studio, dunque, l’impiego della chemioterapia concomitante alla radioterapia rappresenterebbe la migliore strategia terapeutica per questo tipo specifico di neoplasia.

Il carcinoma nasofaringeo è una forma tumorale di bassa incidenza (un caso ogni 100.000 persone/anno nei paesi occidentali), riguardante le cellule epiteliali del nasofaringe. Data la sensibilità di questa patologia alle radiazioni, il trattamento di prima scelta è frequentemente la radioterapia, cui si associano talvolta i trattamenti chemioterapici nelle forme più avanzate, come quella a livello loco-regionale.

Il chemioterapico d’elezione per questi casi è considerato il cisplatino; tuttavia, a causa della tossicità provocata da questo agente, si è cominciato a considerare l’oxaliplatino una possibile alternativa, per la sua elevata efficacia e la minore tossicità.

Questo nuovo studio, di recente pubblicazione, presenta i risultati ottenuti nel periodo di follow up di un trial precedente, iniziato nel 2001, cui avevano partecipato 115 pazienti affetti da carcinoma nasofaringeo avanzato a livello loco-regionale. I pazienti selezionati erano stati randomizzati in rapporto 1:1 alla sola radioterapia (n=56) o al trattamento radioterapico associato a oxaliplatino (n=59), somministrato a una dose settimanale di 79 mg/m2 per sei cicli di trattamento. I dati iniziali del trial, rilevati nei primi due anni di osservazione, avevano evidenziato come l’aggiunta di oxaliplatino determinasse una sopravvivenza più elevata rispetto alla sola radioterapia.

In questo nuovo studio sono stati presentati, invece, i dati di efficacia e tossicità a lungo termine, rilevati dopo un follow up medio di 114 mesi (range: 18-139 mesi).

La sopravvivenza complessiva a cinque anni è risultata più elevata nel gruppo trattato anche con il chemioterapico (73,2%), che nel gruppo trattato solo con la radioterapia (60,2%; p=0,028); la stessa tendenza è stata confermata anche per la sopravvivenza libera da metastasi (74,7% vs 63,0%; p=0,027). L’impiego di oxaliplatino non ha comportato, tuttavia, un incremento significativo della sopravvivenza libera da fallimento loco-regionale.

L’incidenza di effetti tossici tardivi di grado 3-4 è risultata simile in entrambi i gruppi.

Secondo gli autori, dunque, anche i dati a lungo termine hanno confermato la superiorità e la sicurezza del regime oxaliplatino più radioterapia per il trattamento del carcinoma nasofaringeo avanzato a livello loco-regionale.

 

Wu X, et al. Long-term follow-up of a phase III study comparing radiotherapy with or without weekly oxaliplatin for locoregionally advanced nasopharyngeal carcinoma. Ann Oncol(2013)doi: 10.1093/annonc/mdt163

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23661293

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