Test più ampi per i driver oncogeni del carcinoma polmonare utili nella scelta di una terapia mirata

21/5/2014 - In un recente studio statunitense, testare un maggior numero di driver oncogeni per il carcinoma polmonare, rispetto a quanto previsto dagli standard attuali, ha consentito di individuare trattamenti mirati, in grado di migliorare la sopravvivenza per la maggior parte dei pazienti.

La genotipizzazione contemporanea di dieci geni ha evidenziato la presenza di almeno un driver oncogeno nel 64% dei pazienti affetti da adenocarcinoma polmonare metastatico. Il 3% dei soggetti esaminati presentava due o più oncogeni. Le mutazioni più frequentemente riscontrate sono risultate le tre solitamente valutate nella pratica clinica: la mutazione KRAS (25%), la sensibilizzante dell’EGFR (fattore di crescita dell’epidermide) (21%) e i riarrangiamenti del gene ALK (8%). Oltre a queste, sono state valutate le frequenze di altre mutazioni EGFR (4%), di ERBB2(precedentemente HER2) (3%), BRAF(2%), PIK3CA, NRAS, MEK1 e l’amplificazione del gene MET; per questi ultimi quattro geni la frequenza delle mutazioni è risultata inferiore all’1%. Il protocollo prevedeva anche la genotipizzazione della mutazione AKT1, che, però, non è stata riscontrata in nessuno dei partecipanti.

Lo studio ha valutato 1007 pazienti affetti da adenocarcinoma del polmone metastatico e con un performance status compreso tra 0 e 2. I partecipanti sono stati selezionati in 17 centri statunitensi dal 2009 al 2012. Tutti i pazienti sono stati genotipizzati per almeno un gene, mentre per 733 soggetti la sufficiente quantità di materiale tumorale ha consentito di testare tutti i dieci driver oncogeni previsti. Oltre a determinare la frequenza dei diversi oncogeni, lo studio ha valutato la proporzione di pazienti trattati con terapie specifiche per il proprio genotipo, e la sopravvivenza.

All’inizio dello studio, le uniche terapie mirate disponibili erano gefitinib ed erlotinib, due inibitori tirosinchinasici di EGFR, ma in seguito si è avuta la disponibilità di nuovi farmaci, come crizotinib, attivo contro i riarrangiamenti del gene ALK.

Per 275 pazienti (28%) le informazioni ottenute dalla genotipizzazione sono state utilizzate per selezionare una terapia mirata.

La scelta di un trattamento specifico per il genotipo ha prodotto benefici anche in termini di sopravvivenza. Per 260 pazienti con un driver oncogeno, sottoposti a una terapia mirata, la sopravivenza mediana è risultata pari a 3,5 anni (range interquartile [IQR]: 1,96-7,70), superiore ai 2,4 anni (IQR: 0,88-6,20) riscontrati per i 318 pazienti che non avevano assunto una terapia specifica per il genotipo (hazard ratio: 0,69; 95%CI: 0,53-0,9; p=0,006). Il beneficio delle terapie mirate è risultato ancora più elevato nei 49 pazienti con driver diversi da EGFR e ALK, in cui la sopravvivenza mediana è stata di 4,9 anni.

Secondo alcuni commentatori, nonostante le limitate dimensioni del campione esaminato, i risultati di questo trial forniscono un forte razionale per lo studio delle terapie mirate addizionali nel trattamento dell’adenocarcinoma del polmone. Gli autori stessi del lavoro, inoltre, hanno sottolineato la necessità di studi randomizzati per determinare l’incremento di sopravvivenza prodotto dalle terapie mirate.

 

Kris MG, et al. Using multiplexed assays of oncogenic drivers in lung cancers to select targeted drugs. JAMA 2014;311(19):1998-2006

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24846037