Sunitinib primo farmaco efficace nel meningioma refrattario

Pubblicato il 6/8/2014 - Secondo quanto riscontrato in uno studio di fase II, pubblicato online su Neuro-Oncology, sunitinib potrebbe essere il primo farmaco efficace nel trattamento del meningioma atipico/maligno, nonostante il suo impiego provochi eventi avversi di grado 3/4 nel 60% circa dei casi.

Il farmaco, un inibitore tirosin chinasico, è stato sperimentato in uno studio prospettico a braccio singolo, multicentrico, che ha coinvolto 36 pazienti affetti da meningiomi atipici e anaplastici, di grado II-III, recidivanti e refrattari alla radioterapia. I soggetti selezionati, tutti già sottoposti a interventi chirurgici e pesantemente pretrattati, avevano una mediana di cinque recidive.

Una dose quotidiana da 50 mg di sunitinib è stata somministrata dal primo al ventottesimo giorno di ogni ciclo di 42 giorni, fino alla progressione della malattia o all’insorgenza di una tossicità non tollerabile. Nei pazienti in cui si sono manifestati eventi avversi di grado 3/4 non ematologici (soprattutto nausea, vomito e diarrea) o una tossicità ematologica di grado 4, i dosaggi sono stati ridotti a 37,5 mg, per scendere successivamente a 25 mg.

La terapia con sunitinib ha prodotto un tasso di sopravvivenza libera da progressione (PFS), a 6 mesi, pari al 42%; la PFS mediana è risultata pari a 5,2 mesi, mentre la sopravvivenza complessiva mediana è stata di 24,6 mesi.

Da notare come in uno studio di fase II del 2009, condotto su una popolazione simile, con la somministrazione d’imatinib il tasso di PFS a 6 mesi fosse risultato pari allo 0%.1

Sunitinib è specificamente attivo contro i recettori del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGFR) e quelli del fattore di crescita piastrino-derivato, entrambi altamente espressi nei meningiomi. Nella popolazione esaminata, la PFS mediana si è rivelata significativamente inferiore nei casi in cui la neoplasia non esprimeva il recettore VEGFR2, rispetto ai pazienti VEGFR2-positivi (1,4 vs 6,4 mesi; p=0,005).

Patrick Wen, del Center for Neuro-Oncology del Dana-Farber Cancer Institute/Brigham and Women's Center di Boston, uno degli autori dello studio, ha definito gratificanti i dati relativi alla PFS, ma ha ammesso che la tossicità è risultata più elevata di quanto atteso. Per questo, prima di pianificare uno studio di fase III, gli autori intendono assicurarsi di poter ottenere gli stessi benefici con un regime meno tossico, ad esempio somministrando una dose inferiore di sunitinib in maniera continuativa. Questo è comunque il primo studio prospettico ad aver evidenziato l’efficacia di una terapia nei pazienti con meningiomi aggressivi. I tassi di PFS osservati suggeriscono, dunque, di studiare ulteriormente l’efficacia di sunitinib in questo tipo di tumori.

 

Kaley TJ, et al. Phase II trial of sunitinib for recurrent and progressive atypical and anaplastic meningioma. Neuro Oncol. 2014. pii: nou148. [Epub ahead of print]

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25100872

 

  1. Wen PY, et al. Phase II study of imatinib mesylate for recurrent meningiomas (North American Brain Tumor Consortium study 01-08). Neuro Oncol. 2009; 11(6): 853-60

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19293394

TORNA ALL'ELENCO