Sarcoma dei tessuti molli: eribulina migliora la sopravvivenza complessiva

Pubblicato il 25/2/2015

Uno studio clinico di fase III (Studio 309) ha evidenziato come la somministrazione di eribulina mesilato sia in grado d’incrementare significativamente la sopravvivenza complessiva (OS), rispetto a dacarbazina, in pazienti con sarcomi dei tessuti molli in stadio avanzato. Il trial, multicentrico, randomizzato, in aperto, ha coinvolto 452 pazienti affetti da sarcoma adipocitico o da leiomiosarcoma, in stadio localmente avanzato o metastatico, andato in progressione dopo due precedenti terapie, una della quali con un’antraciclina. I pazienti sono stati randomizzati alla terapia con eribulina mesilato, somministrata per via endovenosa alla dose di 1,4 mg/m2 nei giorni 1 e 8 di un ciclo di 21 giorni, o al trattamento con dacarbazina, assunta per via endovenosa il giorno 1 di un ciclo di 21 giorni, con un dosaggio variabile da 850 a 1.200 mg/m2. Endpoint primario dello studio era l’OS, mentre la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rappresentava un endpoint secondario.

I più comuni eventi avversi osservati nel braccio eribulina sono stati neutropenia, astenia, nausea, alopecia e stipsi.   

Eribulina è un agente investigazionale, attualmente approvato in Europa e negli Stati Uniti per il trattamento del carcinoma mammario. Eisai, l’azienda che sta sviluppando il farmaco, ha dichiarato di voler sottoporre alla FDA, entro quest’anno, i dati ottenuti con lo Studio 309, per ottenere l’approvazione regolatoria. Inoltre, l’azienda intende presentare i risultati dello studio in un prossimo congresso.

Nel maggio 2012 la FDA aveva concesso a eribulina la designazione di farmaco orfano per i pazienti con sarcomi dei tessuti molli in stadio avanzato. Tale designazione si era basata sui risultati di uno studio di fase II, che aveva riscontrato come il farmaco ritardasse la progressione della malattia1. In questo studio i 128 pazienti coinvolti, con diverse forme di sarcoma, avevano assunto eribulina al medesimo dosaggio utilizzato, in seguito, anche nello studio di fase III. I pazienti selezionati non erano stati sottoposti a più di due linee precedenti di chemioterapia.

A 12 settimane è risultato libero da progressione il 31,6% dei pazienti con leiomiosarcoma, il 46,9% di quelli con sarcoma adipocitico, il 21,1% di quelli con sarcoma sinoviale e il 19,2% dei soggetti con altri tipi di sarcoma. Nello specifico, la PFS mediana dei pazienti con leiomiosarcoma è risultata pari a 3 mesi, mentre l’OS mediana è stata di 20 mesi. La medesima PFS mediana è stata registrata nei pazienti con sarcoma adipocitico, mentre la loro OS è risultata pari a 10 mesi.

Negli studi in cui era stata valutata l’efficacia di dacarbazina, impiegata come agente singolo in un’analoga popolazione di pazienti, la percentuale di soggetti liberi da progressione a 12 settimane si aggirava attorno al 35%, mentre la sopravvivenza complessiva era di circa 8 mesi.

Eribulina è un analogo sintetico dell’alicondrina B, un macrolide polietere derivato dalla spugna marina Halichondria okadai. La molecola inibisce l’assemblaggio dei microtubuli, arrestando il ciclo cellulare.

I risultati ottenuti con eribulina nello studio di fase III evidenziano come questa molecola abbia la potenzialità di diventare un importante trattamento aggiuntivo per i pazienti affetti da queste forme neoplastiche rare e aggressive, che necessitano di chemioterapia.

Il comunicato Eisai è consultabile all’indirizzo:

http://eisai.mediaroom.com/2015-02-25-Topline-Results-of-Phase-3-Trial-Show-Eribulin-Mesylate-Injection-Meets-Primary-Endpoint-of-Overall-Survival-in-Advanced-Soft-Tissue-Sarcoma  

 

Bibliografia

  1. Schöffski P, et al. Activity of eribulin mesylate in patients with soft-tissue sarcoma: a phase 2 study in four independent histological subtypes. Lancet Oncol. 2011; 12(11): 1045-52

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21937277