Nuovo antiandrogeno efficace nel carcinoma prostatico resistente alla castrazione

14/5/2014 - In uno studio statunitense, un nuovo antiandrogeno di seconda generazione, denominato ARN-509, si è rivelato efficace nel ridurre significativamente il livello di PSA nei pazienti con carcinoma della prostata resistente alla castrazione (CRPC), metastatico, anche qualora già trattato con abiraterone acetato (AA).

ARN-509 si lega in modo selettivo al dominio di legame del ligando del recettore degli androgeni, inibisce la traslocazione nucleare e compromette il legame del DNA con gli elementi della risposta androgena. L’attività di quest’agente è stata valutata in uno studio di fase II attualmente in corso, che vede la partecipazione di tre diverse coorti di pazienti: quelli con carcinoma prostatico non metastatico, quelli con neoplasia metastatica e quelli con carcinoma metastatico già trattato in precedenza con abiraterone, per un periodo pari o superiore a sei mesi.

Gli autori hanno presentato al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), tenutosi recentemente a Chicago, i risultati relativi ai due gruppi con malattia metastatica, comprendenti 25 pazienti non trattati e 21 andati in progressione durante o dopo il trattamento con abiraterone. La metà dei pazienti aveva un punteggio di Gleason pari o superiore a 8, mentre i valori mediani basali di PSA erano pari a 14,7 e 58,4 ng/dl, rispettivamente nei gruppi pre e post abiraterone.

Endpoint primario dello studio era la risposta del PSA a dodici settimane: il livello del PSA è stato valutato ogni quattro settimane, mentre ogni dodici si è controllata la massa tumorale mediante metodiche d’imaging.

Dopo dodici settimane di trattamento, l’88% (22 su 25) dei soggetti non precedentemente trattati ha ottenuto una riduzione del PSA basale pari o superiore al 50%. In questo gruppo, inoltre, nel 76% (19 su 25) dei pazienti la risposta del PSA si è prolungata alla ventiquattresima settimana: tale percentuale è scesa al 70% circa alla settimana 36. Nel braccio già esposto ad abiraterone, invece, un quarto dei soggetti (5 su 21) ha evidenziato una risposta al trattamento, riscontrabile ancora in due pazienti alla ventiquattresima settimana.

Il tempo mediano alla progressione è risultato pari a 16,3 e a 3,7 mesi, rispettivamente nei gruppi pre e post abiraterone.

Nel braccio non trattato, otto pazienti presentavano una malattia misurabile: di questi, quattro hanno evidenziato una risposta parziale, mentre altri due hanno stabilizzato la propria patologia. Nel secondo gruppo, invece, i pazienti con malattia misurabile erano 11, quattro dei quali hanno raggiunto la stabilizzazione.

La sopravvivenza libera da progressione è risultata pari a 19,2 mesi nei pazienti non esposti e a 8,3 mesi in quelli del gruppo post abiraterone.

Astenia, nausea, diarrea, dolore addominale sono gli eventi avversi riscontrati con maggior frequenza.

 

Rathkopf DE, et al. ARN-509 in patients with metastatic castration-resistant prostate cancer with and without prior abiraterone acetate treatment. ASCO 2014; Abstract 5026.

http://abstracts.asco.org/144/AbstView_144_129284.html