Mieloma: risultati incoraggianti da un farmaco investigazionale

Pubblicato il 14/8/2014 - La somministrazione d’ixazomib, un inibitore del proteasoma investigazionale, ha stabilizzato la malattia o ha migliorato la risposta al trattamento nel 75% di pazienti affetti da mieloma multiplo, già intensamente trattati in precedenza. Questi i positivi risultati di uno studio di fase I, recentemente pubblicato su Blood.

Studi condotti con bortezomib avevano già evidenziato l’efficacia degli inibitori del proteasoma nel trattamento del mieloma multiplo; recentemente è stato introdotto sul mercato carfilzomib, un farmaco della stessa classe, indicato per il mieloma recidivante. Attualmente la ricerca sta sviluppando diversi inibitori del proteasoma investigazionali: ixazomib è il primo agente orale disponibile per la sperimentazione clinica.

Lo studio ha valutato l’attività del farmaco su 60 pazienti, che avevano già sperimentato una mediana di quattro trattamenti. Bortezomib e/o carfilzomib erano già stati assunti da 53 partecipanti, mentre 37 avevano assunto lenalidomide e 34 erano stati sottoposti al trapianto di cellule staminali. Inoltre, 34 pazienti si erano dimostrati refrattari alla terapia assunta più recentemente, per 16 dei quali era rappresentata da bortezomib.

Nella fase dello studio in cui era previsto l’incremento del dosaggio, 26 pazienti hanno assunto, due volte la settimana, una dose d’ixazomib variabile da 0,24 a 2,23 mg/m2. In seguito si è aggiunta una coorte di espansione di 34 pazienti, cui sono stati somministrati 2,0 mg/m2 di farmaco, due volte la settimana; il medesimo dosaggio era stato assunto da 6 pazienti del gruppo iniziale. Ixazomib ha prodotto una risposta parziale o migliore nel 15% dei pazienti e la stabilizzazione della malattia nel 60%.

Gli eventi avversi, di natura ematologica e non, si sono rivelati comuni, ma le tossicità di grado 3/4 si sono limitate alla trombocitopenia (37%) e alla neutropenia (17%). Nausea (25 pazienti), trombocitopenia (25), astenia (24), disturbi cutanei (24), vomito (15), diarrea (14), febbre (12), e neutropenia (11) sono gli eventi avversi osservati più comunemente.

Solo in un paziente, trattato col dosaggio più elevato, si è verificata una tossicità dose limitante, con l’insorgenza di un rash eritematoso maculare di grado 3. La dose massima tollerata è stata, pertanto, stabilita a 2,0 mg/m2, due volte la settimana.

 

Richardson PG, et al. Phase 1 study of twice-weekly ixazomib, an oral proteasome inhibitor, in relapsed/refractory multiple myeloma patients. Blood 2014; 124 (7): 1038-46

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24920586

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