L’FDA approva Cyramza® (Ramucirumab) per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule

Pubblicato il 12/12/2014

La Food and Drug Administration ha approvato una nuova indicazione per ramucirumab, autorizzandone l’utilizzo nel carcinoma del polmone non a piccole cellule (NSCLC), metastatico. Il farmaco, prodotto da Eli Lilly e dispensato con il marchio Cyramza, ha così ottenuto la terza indicazione approvata per l’utilizzo, dopo quella per il trattamento del carcinoma gastrico, sia in monoterapia, sia in combinazione con paclitaxel da FDA e poi anche da EMA.

Cyramza® è un anticorpo monoclonale umano che esercita la sua azione antiangiogenica, legandosi specificatamente al recettore 2 del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGFR-2), bloccandone l’atttivazione da parte di VEGF-A, VEGF-C, VEGF-D .

L’approvazione si è basata sui risultati ottenuti da uno studio internazionale multicentrico, in doppio cieco, randomizzato di fase III (REVEL), che ha coinvolto 1253 pazienti con NSCLC squamoso e non squamoso. Lo studio ha confrontato l’efficacia della combinazione ramucirumab (10mg/kg)  più docetaxel (75mg/m2), rispetto a docetaxel (75mg/m2)  più placebo il giorno 1 ogni 21 giorni, in pazienti con un carcinoma localmente avanzato o metastatico, andati in progressione dopo una chemioterapia a base di platino. Le terapie sono state somministrate fino alla progressione o all’insorgenza di una tossicità non tollerabile. L’endpoint primario dello studio era la sopravvivenza complessiva (OS); gli endpoint secondari la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e il tasso di risposta (ORR). La sopravvivenza complessiva mediana è risultata più prolungata nel gruppo in trattamento con ramucirumab più docetaxel, che in quello in trattamento con docetaxel più placebo (rispettivamente 10,5 vs 9,1 mesi; hazard ratio [HR]: 0,86; p=0,023), con un incremento di 1,4 mesi. Il braccio ramucirumab ha evidenziato anche una migliore PFS (4,5 vs 3,0 mesi; HR: 0,76; p<0,0001) e un più elevato ORR (23% vs 14%; p<0,0001).

Gli eventi avversi di grado 3 e superiore, riscontrati più frequentemente nei pazienti trattati con ramucirumab, sono stati la neutropenia (rispettivamente 49 vs 40%), la neutropenia febbrile (16 vs 10,0%), l’astenia (14 vs 10%), la leucopenia (14 vs 12%) e l’ipertensione (6 vs 2%). L’incidenza degli eventi avversi di grado 5 (decessi) è risultata paragonabile nei due gruppi (5 vs 6%). I pazienti trattati con il farmaco in studio hanno accusato più sanguinamenti o eventi emorragici di ogni grado (28.9%), rispetto a quanto riscontrato nel gruppo placebo (15,2%): tuttavia, l’incidenza degli eventi emorragici di grado 3 o superiore non è risultata differente nei due gruppi (2 vs 2%). Le tossicità sono state gestite con appropriate riduzioni di dose e con terapie di supporto.

Commentando lo studio, Maurice Pérol, uno degli autori dello studio, ha sottolineato come il miglioramento dell’OS e della PFS nei pazienti trattati con ramucirumab sia stato evidenziato anche nella maggior parte dei sottogruppi. Pérol, inoltre, ha dichiarato come questi risultati siano particolarmente incoraggianti per chi ha la responsabilità di trattare i pazienti con un carcinoma del polmone.

 

Il comunicato FDA è consultabile all’indirizzo:

http://www.fda.gov/newsevents/newsroom/pressannouncements/ucm426720.htm  

Il comunicato Eli Lilly è consultabile all’indirizzo:

https://investor.lilly.com/releasedetail.cfm?ReleaseID=887944

 

Bibliografia

Garon EB, et al. Ramucirumab plus docetaxel versus placebo plus docetaxel for second-line treatment of stage IV non-small-cell lung cancer after disease progression on platinum-based therapy (REVEL): a multicentre, double-blind, randomised phase 3 trial. Lancet. 2014; 384 (9944): 665-73.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24933332