La FDA approva nivolumab per il trattamento del melanoma avanzato

Pubblicato il 22/12/2014

La Food and Drug Administration ha approvato il PD-1 inibitore nivolumab per il trattamento del melanoma non operabile o metastatico, già trattato con ipilimumab o con un BRAF-inibitore. L’approvazione si è basata sui dati ottenuti nello studio di fase III CheckMate-037, un trial in aperto in cui l’impiego dell’anticorpo monoclonale IgG4, interamente umano, ha prodotto un tasso di risposta complessiva (ORR) pari al 32%, superiore all’11% rilevato nei pazienti trattati con la chemioterapia. L’analisi a sei mesi ha evidenziato come il 95% delle risposte fosse ancora in corso, mentre la durata mediana delle riposte non era ancora stata raggiunta. Inoltre, nei soggetti trattati con nivolumab, si è registrata un’incidenza inferiore di eventi avversi gravi, rispetto ai pazienti in chemioterapia.

I partecipanti sono stati randomizzati in rapporto 2:1 all’assunzione di 3 mg/kg ogni due settimane di nivolumab (n=268) o di una delle seguenti chemioterapie a scelta dai ricercatori (somministrazione di 1.000 mg/m2 di dacarbazina o carboplatino per via endovenosa (AUC 6) associato a paclitaxel 175 mg/m2) ogni tre settimane (n=102). I pazienti ammessi allo studio erano già stati trattati con ipilimumab o con un BRAF inibitore, se portatori di una mutazione BRAF. L’ORR e la sopravvivenza complessiva erano gli endpoint primari dello studio. I risultati sono stati stratificati in base all’espressione della proteina PD-L1, allo status della mutazione BRAF e alla migliore risposta complessiva alla terapia anti-CTLA-4. La positività alla proteina PD-L1 è stata definita come marcatura della membrana delle cellule neoplastiche pari o superiore al 5%, misurata con un test immunoistochimico.

Al Congresso ESMO 2014 sono stati presentati i dati preliminari di ORR, relativi a 120 pazienti trattati con il farmaco in studio e a 47 soggetti in chemioterapia. Con nivolumab si sono registrati un tasso di risposta completa pari al 3% e un tasso di risposta parziale del 28%, mentre il 23% dei pazienti ha raggiunto la stabilizzazione della malattia. Per l’82% dei 38 partecipanti che avevano risposto a nivolumab, la riduzione della lesione è risultata superiore al 50%: il medesimo risultato è stato raggiunto, invece, dal 60% dei 5 pazienti risultati responder alla chemioterapia. Per i partecipanti trattati con il farmaco in studio, il tempo mediano alla risposta è stato di 2,1 mesi, a fronte dei 3,5 rilevati con la chemioterapia. Con nivolumab non è stata raggiunta la durata mediana della risposta, che è risultata, invece, di 3,6 mesi per i chemioterapici.

Nei soggetti recanti la mutazione BRAF si è rilevato un ORR pari al 23 e al 9%, rispettivamente per nivolumab e i chemioterapici, mentre per i partecipanti wild type l’ORR è risultato rispettivamente pari al 34 e all’11%. Nei 77 soggetti con tumori positivi alla proteina PD-L1 si è registrato un ORR pari al 44%, superiore al 20% osservato nei casi PD-L1 negativi. Il 9% dei soggetti in terapia con nivolumab ha accusato eventi avversi di grado 3-4, un dato significativamente inferiore al 31% osservato nel braccio in chemioterapia. Inoltre, solo il 2% dei pazienti ha sospeso il trattamento con nivolumab a seguito dell’insorgenza di eventi avversi, a fronte dell’8% riscontrato nel gruppo trattato con i chemioterapici. L’incidenza di eventi avversi farmaco-correlati, di qualsiasi grado, è stata del 6 e del 10%, rispettivamente nei bracci nivolumab e chemioterapia. Nivolumab è il secondo PD-1 inibitore ad aver ottenuto l’approvazione FDA nel 2014 e il settimo farmaco per il trattamento del melanoma approvato dal 2011.

Attualmente è sperimentato in diversi setting, quali, ad esempio, il carcinoma del polmone non a cellule piccole e quello a cellule renali.

 

Il comunicato FDA è consultabile all’indirizzo:

http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm427716.htm

 

Bibliografia

Weber SJ et al. A phase 3 randomized, open-label study of nivolumab (anti-PD-1; BMS-936558; ONO-4538) versus investigator's choice chemotherapy (ICC) in patients with advanced melanoma after prior anti-CTLA-4 therapy. Ann Oncol (2014) 25 (suppl 4). doi: 10.1093/annonc/mdu438.34

http://annonc.oxfordjournals.org/content/25/suppl_4/mdu438.34.full.pdf+html