La Commissione Europea approva ibrutinib per il linfoma mantellare e la leucemia linfatica cronica

17/10/2014 - Dopo il parere positivo espresso dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’European Medicines Agency (EMA) dello scorso luglio, ibrutinib, un inibitore della tirosin chinasi di Bruton, ha ottenuto l’autorizzazione alla commercializzazione della Commissione Europea per il trattamento di pazienti adulti con linfoma mantellare (MCL) recidivante o refrattario o con leucemia linfatica cronica (CLL), già trattati in precedenza. Il farmaco è stato approvato anche come terapia di prima linea nei pazienti recanti la delezione 17p o mutazioni TP53, non idonei per la chemio-immunoterapia. La notizia è stata resa nota in un comunicato stampa da Pharmacyclics Switzerland GmbH, l’azienda che sta sviluppando il farmaco in collaborazione con Janssen-Cilag International NV.

L’approvazione si è basata sui risultati di tre studi: uno, di fase II, denominato PCYC-1104, ha valutato l’azione d’ibrutinib nel linfoma mantellare, mentre gli studi RESONATE, di fase III, e PCYC-1102, di fase Ib/II, sono stati condotti su pazienti con CLL.

Il trial PCYC-1104 ha coinvolto 111 pazienti con linfoma mantellare recidivante o refrattario, già sottoposti a trattamenti. Con il farmaco si sono evidenziati un tasso di risposta complessiva (ORR) pari al 68%, un tasso di risposta completa del 21% e una durata mediana della risposta di 17,5 mesi.1

Lo studio di fase III RESONATE è stato presentato quest’anno al Meeting Annuale dell’ASCO. I 391 partecipanti, affetti da CLL o da linfoma linfocitico a cellule piccole (SLL), sono stati randomizzati al trattamento con ibrutinib o ofatumumab. Ibrutinib è riuscito a incrementare la sopravvivenza libera da progressione del 78% e la sopravvivenza complessiva del 57%.2

L’ultimo studio esaminato dalla Commissione è il trial di fase Ib/II PCYC-1102, uno studio a braccio singolo, in cui ibrutinib è stato somministrato a 48 pazienti con CLL. Dopo un follow up mediano di 15,6 mesi, l’ORR è risultato pari al 58,3% (tutte risposte parziali), con una durata massima della risposta di 24,2 mesi.3

Diarrea, dolore muscolo-scheletrico, infezioni delle vie aeree superiori, ematomi, rash, nausea, febbre, neutropenia e stipsi sono gli eventi avversi osservati più comunemente in entrambe le neoplasie ematologiche studiate, mentre anemia, neutropenia, polmonite e trombocitopenia sono le reazioni avverse di grado 3/4 più frequentemente riscontrate.

Il linfoma mantellare e la CLL con delezione 17p sono forme neoplastiche che rispondono limitatamente alle terapie convenzionali. Di solito progrediscono rapidamente durante o subito dopo la chemioterapia, limitando le opzioni terapeutiche e compromettendo la sopravvivenza dei pazienti. Secondo Peter Hillmen, uno degli autori dello studio RESONATE, la possibilità di utilizzare ibrutinib come agente singolo apre nuove possibilità per medici e pazienti.

L’FDA aveva approvato ibrutinib per il trattamento del linfoma mantellare nel novembre 2013, mentre lo scorso luglio il farmaco è stato approvato anche per la CLL.

Attualmente ibrutinib è in fase di sperimentazione sia in altri setting di CLL e MCL, sia in altri tumori del sangue come la macroglobulinemia di Waldenström, il linfoma diffuso a grandi cellule B, il linfoma follicolare e il mieloma multiplo.

 

Il comunicato Pharmacyclics è consultabile all’indirizzo: http://ir.pharmacyclics.com/releasedetail.cfm?ReleaseID=876757

Bibliografia:

1.Wang ML, et al. Targeting BTK with ibrutinib in relapsed or refractory mantle-cell lymphoma. N Engl J Med. 2013; 369 (6): 507-16 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23782157

2. Byrd JC, et al. Ibrutinib versus ofatumumab in previously treated chronic lymphoid leukemia. N Engl J Med. 2014; 371 (3): 213-23 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24881631

3. IMBRUVICA Riassunto Caratteristiche del Prodotto, Febbraio 2014