FDA e Commissione Europea approvano lenalidomide nel trattamento del mieloma multiplo in soggetti naïve ai trattamenti

Pubblicati il 18 e il 20/2/2015

A distanza di pochi giorni, la Food and Drug Administration ha ampliato le indicazioni di lenalidomide (Revlimid®, Celgene), autorizzandone la somministrazione, in associazione con desametasone anche in pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi, mentre la Commissione Europea ha approvato l’utilizzo del farmaco in pazienti adulti non trattati in precedenza e non idonei al trapianto. In Europa lenalidomide era già indicata, in associazione con desametasone, per il trattamento di soggetti adulti con mieloma multiplo, sottoposti ad almeno una terapia precedente. Il farmaco è approvato anche per le anemie trasfusione-dipendenti determinate da sindromi mielodisplastiche a rischio basso o intermedio-1, associate ad anomalia citogenetica con delezione 5q isolata, nei casi in cui altre opzioni terapeutiche risultino insufficienti o non adeguate.

L’approvazione dei due enti regolatori si è basata sui risultati di due ampi studi pivotali di fase III: il FIRST (o MM-020) e il trial MM-015. Lo studio FIRST è uno dei più ampi studi di fase III, multicentrici, in aperto, randomizzati, condotti su pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi e non idonei al trapianto1. I 1623 pazienti coinvolti sono stati randomizzati al trattamento con lenalidomide e desametasone (Rd), somministrati in cicli di 28 giorni fino alla progressione (n=535) o per un periodo di 72 settimane (18 cicli, n=541), o alla terapia con melfalan-prednisone-talidomide (MPT, n=547), per 72 settimane. Nei soggetti in trattamento continuo con Rd la sopravvivenza libera da progressione (PFS, endpoint primario dello studio) è risultata significativamente superiore (25,5 mesi), rispetto a quanto riscontrato sia nei pazienti trattati per 18 cicli (20,7 mesi), sia in quelli appartenenti al gruppo MPT (21,2 mesi) (p<0,001 per entrambi i confronti). Un’analisi ad interim condotta su endpoint secondari di efficacia, compresa la sopravvivenza complessiva (OS), ha confermato la superiorità del trattamento continuo con Rd rispetto alla terapia con MPT. L’OS mediana nei due gruppi, infatti, è risultata rispettivamente pari a 58,9 e a 48,5 mesi (HR 0,75; 95% CI 0,62-0,90). L’incidenza degli eventi avversi di grado 3-4 si è rivelata sostanzialmente simile nei due gruppi. Neutropenia, anemia e infezioni sono gli eventi avversi di grado 3-4 osservati con maggior frequenza.

Lo studio MM-015, di fase III, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha confrontato in 459 pazienti gli effetti prodotti sulla PFS da una terapia d’induzione a base di melfalan, prednisone e lenalidomide, seguita da una terapia di mantenimento con la sola lenalidomide (MPR-R), rispetto alle combinazioni MPR o melfalan-prednisone (MP), seguite da placebo. I soggetti coinvolti nello studio avevano un’età pari o superiore a 65 anni ed erano affetti da mieloma multiplo di nuova diagnosi. Nel gruppo in trattamento attivo la PFS è risultata significativamente superiore rispetto a quella rilevata nei gruppi di controllo (p<0,001), ma non si è osservato un incremento statisticamente significativo della sopravvivenza complessiva. Nella fase d’induzione si sono registrati con maggior frequenza eventi avversi di natura ematologica (incluse neutropenia, trombocitopenia e anemia). Durante il mantenimento l’incidenza di nuovi eventi avversi è risultata piuttosto bassa (0-6%.)

Commentando l’approvazione da parte della Commissione Europea, il professor Thierry Facon, ematologo del Centre Hospitalier Régional Universitaire di Lille, in Francia, ha dichiarato: “La disponibilità di una nuova opzione di trattamento rappresenta un importante passo avanti per i pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi. Il trattamento continuo dei pazienti, fino alla progressione, è una strategia supportata da diversi studi clinici e avrà un impatto importante sulla gestione della malattia nel lungo periodo.”

I comunicati Celgene sono consultabili agli indirizzi:

http://ir.celgene.com/releasedetail.cfm?ReleaseID=896912

http://ir.celgene.com/releasedetail.cfm?ReleaseID=897381

 

Bibliografia

  1. Benboubker L, et al. Lenalidomide and dexamethasone in transplant-ineligible patients with myeloma. N Engl J Med. 2014;371 (10): 906-17.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25184863

  1. Palumbo A, et al. Continuous lenalidomide treatment for newly diagnosed multiple myeloma. N Engl J Med. 2012;366 (19): 1759-69.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22571200