Con pertuzumab importante incremento dell’OS nel tumore della mammella HER2-positivo

28/09/2014 - Secondo i dati di follow up a lungo termine dello studio CLEOPATRA, il doppio blocco del recettore HER2, prodotto dall’impiego concomitante di pertuzumab e trastuzumab, associati alla chemioterapia, ha incrementato significativamente la sopravvivenza complessiva (OS) delle pazienti affette da carcinoma della mammella HER2-positivo, metastatico. Con il nuovo regime, infatti, l’OS mediana è aumentata di oltre 16 mesi, rispetto alla terapia standard di prima linea, arrivando a 56,5 mesi. Le pazienti, inoltre, non hanno evidenziato nuovi problemi riguardo alla sicurezza della terapia, né, in particolare, una maggiore tossicità cardiaca.

Presentato recentemente al congresso ESMO, CLEOPATRA è uno studio pivotale di fase III, condotto in 204 centri di 25 Paesi, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia in un campione di 808 pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo, metastatico, non trattato in precedenza. Le partecipanti sono state randomizzate all’assunzione di placebo o pertuzumab (dose di carico 840 mg, seguita da una dose di mantenimento da 420 mg), assunti in concomitanza con trastuzumab (dose di carico 8 mg/kg, seguita da una dose di mantenimento da 6 mg/kg) e sei cicli di docetaxel (75 mg/m2, con incrementi del dosaggio fino a 100 mg/m2, se tollerati). I trattamenti sono stati somministrati ogni tre settimane, fino alla progressione della malattia. La scelta di somministrare insieme, e non in sequenza, i due anticorpi monoclonali è stata supportata dai risultati di studi clinici e preclinici, che hanno confermato come questi agenti possano attaccare il recettore HER2 su due fronti, legandosi a siti diversi della molecola.

Una prima analisi aveva evidenziato il significativo incremento prodotto da pertuzumab sulla sopravvivenza libera da progressione (PFS), con una forte tendenza al miglioramento anche per l’OS. L’incremento della sopravvivenza complessiva era stato confermato da una seconda analisi ad interim, effettuata dopo un follow up mediano di 30 mesi: il miglioramento si era rivelato clinicamente e statisticamente significativo (hazard ratio [HR]: 0,66; p=0,0008), ma per i pazienti randomizzati a pertuzumab non era stata raggiunta l’OS mediana.  

Al congresso ESMO gli autori dello studio hanno presentato i dati dell’analisi conclusiva sull’OS, dopo un follow up mediano di 50 mesi. La dott.ssa Swain, primo autore, ha definito fenomenali i risultati ottenuti, considerando che l’OS mediana osservata con trastuzumab e docetaxel (40,8 mesi) poteva essere già valutata come molto buona.

L’aggiunta di pertuzumab al regime standard ha incrementato l’OS di ulteriori 15,7 mesi (HR: 0,68; p=0,0002), un dato mai osservato prima in nessun trial condotto sul carcinoma mammario metastatico. L’analisi aggiornata della PFS mediana, inoltre, ha confermato quanto emerso in precedenza, con un miglioramento di 6,3 mesi nel braccio pertuzumab.

Anche il profilo di sicurezza a lungo termine del regime comprendente pertuzumab è risultato invariato rispetto alle analisi precedenti. Il tasso di disfunzione ventricolare sinistra sintomatica si è rivelato inferiore con l’aggiunta di pertuzumab, rispetto alla terapia standard di prima linea (1,5 vs 1,8%). Nei soggetti del braccio placebo si è rilevata più frequentemente una riduzione della frazione di eiezione del ventricolo sinistro, rispetto ai partecipanti trattati con pertuzumab (7,4 vs 6,1%). Nel gruppo in trattamento attivo, la riduzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra si è rivelata reversibile nell’88% dei casi.

Commentando il proprio lavoro, la dott.ssa Swain ha aggiunto che una sopravvivenza complessiva di 56,5 mesi rappresenta un risultato senza precedenti in questo setting, risultato che conferma il regime con pertuzumab come terapia di prima linea standard per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo.

 

Swain S, et al. Final overall survival analysis from the Cleopatra study of first-line pertuzumab, trastuzumab, and docetaxel in patients with HER2-positive metastatic breast cancer. Presentato all’ESMO Congress 2014. Abstract 350O­_PR.

https://www.webges.com/cslide/library/esmo/browse/search/5ee#9f9n02vU