Carcinoma mammario HER2+: minor PFS e maggior tossicità per lapatinib rispetto a trastuzumab

Pubblicato il 16/3/2015

In pazienti con carcinoma mammario HER2+, la combinazione di lapatinib (Tykerb) con un taxano ha peggiorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e ha prodotto una maggior tossicità rispetto all’associazione trastuzumab (Herceptin) più taxano: questa la principale conclusione dello studio MA.31, condotto dal National Cancer Institute of Canada (NCIC) Clinical Trials Group (CTG) e recentemente pubblicato sulla versione online del Journal of Clinical Oncology.

Lo studio ha valutato, tra il 2008 e il 2011, 537 pazienti con carcinoma mammario HER2+ confermato centralmente, seguendole per un follow up mediano di 21,5 mesi. Le partecipanti sono state randomizzate in rapporto 1:1 al trattamento con lapatinib più taxano, seguito da lapatinib in monoterapia o all’assunzione di trastuzumab più taxano, seguita da trastuzumab in monoterapia. La scelta del taxano era a discrezione del medico. Le pazienti hanno assunto anche paclitaxel per via endovenosa (una volta la settimana nei giorni 1, 8 e 15 di un ciclo di 28 giorni) o docetaxel (una volta ogni tre settimane per 24 settimane). La dose di docetaxel, pari a 75 mg/m2, era inferiore a quella approvata per l’utilizzo in monoterapia, ma questo dosaggio è stato scelto perché rappresentativo della dose impiegata abitualmente nella pratica clinica. Endpoint primario dello studio era la sopravvivenza libera da progressione, valutata con un’analisi intention to treat (ITT-PFS) e definita come il tempo dalla randomizzazione al decesso o alla prima recidiva documentata (fallimento al sito primario o ai nodi regionali, metastasi distanti o decesso). La sopravvivenza complessiva (OS) è stata valutata come endpoint secondario. Il modello RECIST è stato utilizzato per estrapolare la risposta complessiva al trattamento, mediante la valutazione delle lesioni target e non target.

L’ITT-PFS mediana è stata di 9,0 mesi con lapatinib e di 11,3 mesi con trastuzumab. Secondo l’analisi intention to treat, la PFS si è rivelata significativamente inferiore per lapatinib, rispetto a trastuzumab, con un hazard ratio (HR) stratificato pari a 1,37 (95% CI: 1,13-1,65; p=0,001).

Per le pazienti con tumori HER2+ confermati centralmente, trattate con lapatinib, la PFS mediana è risultata pari a 9,1 mesi, significativamente inferiore ai 13,6 mesi delle partecipanti in terapia con trastuzumab (HR: 1,48, 95% CI: 1,20-1,83; p<0,001). Per le medesime pazienti l’hazard ratio per l’OS è risultato pari a 1,47 (95% CI: 1,03-2,09, p=0,03).

Durante la terapia di combinazione, l’8% delle partecipanti trattate con lapatinib ha accusato rash di grado 3 o 4, mentre questo evento avverso non si è manifestato in nessuna delle pazienti dell’altro braccio (p<0,001). Nel 19% delle appartenenti al gruppo lapatinib e nell’1% di quelle del braccio trastuzumab si è manifestata una diarrea di grado 3 o 4 (p<0,001). Nel gruppo trattato con lapatinib più docetaxel si sono riscontrate, inoltre, percentuali più elevate di neutropenia febbrile (17,3%), rispetto alle pazienti in terapia con trastuzumab più docetaxel (2,0%). Per contrastare l’elevata incidenza della neutropenia febbrile e della diarrea, dal febbraio 2010 gli autori hanno iniziato ad associare a lapatinib e docetaxel anche il fattore stimolante le colonie di granulociti (GCSF), e ad adottare rigorose linee guida per la gestione della diarrea.

Nel braccio trastuzumab il 2,3% delle pazienti ha evidenziato una riduzione assoluta della frazione di eiezione ventricolare sinistra, pari o superiore al 20%, mentre questo evento non si è verificato in nessuna delle appartenenti al braccio lapatinib. Nessun decesso causato da eventi cardiaci è risultato associato a questo farmaco.

Secondo gli autori, lo studio NCIC CTG MA.31 è il primo ad aver confrontato testa a testa trastuzumab e lapatinib nel carcinoma mammario metastatico, HER2+. I dati ottenuti supportano, dunque, l’utilizzo di trastuzumab come terapia di prima linea in questo setting, confermando sia i benefici in termini di PFS e OS prodotti dalla combinazione del farmaco con un taxano, sia la sicurezza di tale combinazione.

 

Gelmon K, et al "Lapatinib or trastuzumab plus taxane therapy for human epidermal growth factor receptor 2-positive advanced breast cancer: Final results of NCIC CTG MA.31J Clin Oncol. 2015. pii: JCO.2014.56.9590. [Epub ahead of print]

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25779558