Terapia genica efficace nella lotta contro i tumori

1/1/2014 - Una terapia genica, finora impiegata nel trattamento di alcune patologie genetiche rare, potrebbe essere efficacemente utilizzata anche nella lotta contro il tumore: questo l’interessante risultato cui è giunto uno studio realizzato da un’équipe dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, recentemente pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine.

Nel caso di malattie genetiche, la terapia genica prevede la correzione delle cellule staminali emopoietiche del paziente attraverso l’introduzione del gene funzionante mediante dei vettori virali: in questo modo si riesce a ripristinare una funzione inizialmente difettosa. In questo studio, utilizzando la stessa tecnica, è stato inserito nelle cellule staminali del sangue un gene in grado di produrre un’attività antitumorale nella progenie di tali cellule. Il gene terapeutico scelto è quello responsabile dell’espressione dell’interferone alfa, una molecola che il nostro organismo produce in risposta alle infezioni e che è dotata di una potente attività antitumorale, ma il cui utilizzo clinico è fortemente limitato dalla sua elevata tossicità, che si manifesta, in particolare, in caso di somministrazione per via sistemica.

Per ottenere una risposta mirata sulle cellule tumorali, il vettore virale utilizzato è stato opportunamente modificato, affinché il gene terapeutico si potesse attivare solo in una specifica frazione delle cellule ematiche differenziate, ovvero nei monociti/macrofagi. Queste cellule, infatti, vengono richiamate dal circolo sanguigno nel microambiente tumorale, dove promuovono la crescita della massa neoplastica. L’arrivo delle cellule geneticamente modificate determina, di conseguenza, un accumulo di interferone localizzato alla neoplasia, evitando gli effetti tossici a livello sistemico. L’interferone produce, così, una radicale trasformazione del microambiente tumorale, rendendolo ostile alla crescita delle cellule malate. Diversi i meccanismi mediati dall’interferone, attraverso i quali si può realizzare tale trasformazione: dalla stimolazione della risposta immunitaria contro le cellule neoplastiche, all’induzione della morte delle cellule tumorali e dei vasi sanguigni deputati a fornire il necessario nutrimento al tumore.

La nuova strategia terapeutica si è rivelata efficace nel modello animale: nel topo ha, infatti, arrestato la crescita del carcinoma mammario e delle sue metastasi.

Per verificare l’efficacia e la sicurezza della nuova terapia anche nell’uomo, cellule staminali umane modificate sono state trapiantate nel topo, dove si sono rivelate in grado di inibire anche la crescita delle cellule neoplastiche umane.

Dopo le prime evidenze di efficacia e sicurezza nei modelli animali, gli autori dello studio intendono procedere con i primi studi preclinici per valutare quali tipi di tumore possano maggiormente beneficiare della terapia genica e per iniziare a pianificare la sperimentazione clinica, che potrebbe partire tra qualche anno.

 

Escobar G, Moi D, Ranghetti A, et al. Genetic engineering of hematopoiesis for targeted IFN-α delivery inhibits breast cancer progression. Sci Transl Med 2014; 6 (217): 217ra3

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24382895